april 3 2013: from ministry Riccardi:
In 2013 - thanks to Monti government - an inversion of positive tendency will be registered in italian money for international cooperation and economic development (Ocse). now Italy is the last one among european countries.
in this difficult and uncertain economic situation, international help of Ocse members to cooperation has been less of 4 per cent and of 7 per cent in Europe, explains in a note the ministry of international cooperation.
for italy is a negative result of choices of the last government, and of the end of umanitarian emergency in Lybia, that confirms a negative tendency.
nevertheless, according to the Minister, in 2013 the situation will change. ."Thanks to the bigger ammount of money established in the last economical document , international help will register an invertion of tendency, reaching 0,15 of pil.
ministry Riccardi underlines:"Italy must renews his must to be realistic and believable especially for emergential economies and of partners G8.
help to the development, relaunching international position of our country, represents an investment for development".
mercoledì 3 aprile 2013
martedì 5 marzo 2013
Il Progetto ECORVIETO si propone di valorizzare le eccellenze culturali e le esperienze di sostenibilità ambientale del territorio orvietano nell’ambito di una Summer School con l’obiettivo di dare vita ad una struttura permanente sulla "green economy" aperta a partecipanti provenienti da Europa, America, Africa, Asia, con particolare riguardo alla Cina.
il Progetto ECORVIETO si articola in una serie di 5 Incontri Organizzativi e di Progettazione (8 febbraio già svolto, 8 marzo il prossimo, 12 aprile, 10, 11 e 12 maggio con Green Festival, 14 giugno) con l’intento di affrontare i temi della valorizzazione del patrimonio culturale nel quadro della sostenibilità ambientale e al contempo definire il programma, la struttura e la organizzazione della Summer School.
Particolare attenzione si dovrà dedicare alle differenze culturali e di linguaggio insieme alle comuni priorità che il tema della sostenibilità ambientale comporta per la modifica degli stili di vita di tutti gli abitanti del pianeta.
Il secondo Incontro del Progetto ECORVIETO capita nella giornata che tradizionalmente viene dedicata a riflettere sul ruolo della donna nella società. Quale migliore occasione per invitare rappresentanti delle professioni e della imprenditoria a dare la loro esperienza sulla natura culturale della sfida ambientale che ci attende nei prossimi anni dal loro punto di vista di donne impegnate con la tradizionale sensibilità su questi temi anche a livello internazionale.
Potremo ascoltare le testimonianze e le riflessioni offerte da Anna Maria Meoni, psichiatra e Presidente FIDAPA, Livia Cannella, architetto, Sara Corradini, neolaureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, Maria Salvati, sinologa, Federica Romagnoli, esperta di marketing insieme a Darya Tordi, esperta di comunicazioni e di cultura americana, Barbara Santini, esperta di moda, Serena Croce e Marina Mari, esperte di relazioni con Università americane e Raffaela Villani, docente di materie scientifiche. Moderatore dell’Incontro sarà Bruno Grassetti, Presidente del CEFORM (Centro Europeo per la Formazione). Fondazione per il Centro Studi "Città di Orvieto" L’Incontro si svolge ad Orvieto presso la sede della Fondazione Centro Studi Città di Orvieto, nel Palazzo Simoncelli, in Piazza del Popolo 16.
I lavori avranno inizio alle ore 11 e si concluderanno alle ore 17 con un intervallo per il pranzo.
La partecipazione è gratuita.
lunedì 4 marzo 2013
Thursday, February 28, 2013 12:26 PM
Subject:
I: Lettera del sindaco di Lampedusa - Fwd: Il silenzio dell'Europa
----- Messaggio inoltrato -----
Da:
"loredia@tiscali.it" <loredia@tiscali.it>
A:
Anna Rizzi <anna_rizzi@yahoo.it>; andrea <accomazzi@libero.it>; Monica <Monica.Villa@disney.com>; Gabry <gabriella.taroni@fastwebnet.it>; cristina della Luna <cristinadellaluna@gmail.com>
Inviato:
Martedì 26 Febbraio 2013 14:24
Oggetto:
Lettera del sindaco di Lampedusa - Fwd: Il silenzio dell'Europa
Da Antonella
>
> riceviamo con richiesta di massima diffusione:
>
Ogg: Lettera del Sindaco di Lampedusa
>
> (Una lettera del nuovo
sindaco di Lampedusa. Se potete, fatela girare)
>
> Sono il nuovo
Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a
> maggio 2012,
al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di
> persone
annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è
>
una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.
> Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci
della
> provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11
salme,
> perch&e acute; il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne
faremo altri, ma
> rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere
grande il cimitero della mia
> isola?
> Non riesco a comprendere come
una simile tragedia possa essere
> considerata normale, come si possa
rimuovere dalla vita quotidiana l'idea, per
> esempio, che 11 persone,
tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini
> di 11 e 13 anni,
possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio
>
che avrebbe dovuto essere per loro l'inizio di una nuova vita. Ne sono
> stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è
sempre di gran lunga
> superiore al numero dei corpi che il mare
restituisce.
> Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere
contagiato tutti,
> sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa che ha
appena ricevuto il Nobel
> della Pace e che tace di fronte ad una
strage che ha i numeri di una
> vera e propria guerra. Sono sempre più
convinta che la politica europea
> sull'immigrazione
consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi,
> se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi
è
> tuttora l'unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte
in mare
> debba essere per l'Europa motivo di vergogna e disonore. In
tutta questa
> tristissima pagina di storia che stiamo tutti
scrivendo, l'unico motivo di orgoglio
> ce lo offrono quotidianamente
gli uomini dello Stato italiano che salvano
> vite umane a 140 miglia
da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi,
> come è
successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime
> motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi,
ha
> invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette
vengono
> però efficacemente utilizzate pe r sequestrare i nostri
pescherecci, anche
> quando pescano al di fuori delle acque
territoriali libiche.
> Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi
abitanti, con le forze
> preposte al soccorso e all'accoglienza, che dà
dignità di esseri umani
> aqueste persone, che dà dignità al nostro
Paese e all'Europa intera.
> Allora, se questi morti sono soltanto
nostri, allora io voglio ricevere i
> telegrammi di condoglianze dopo
ogni annegato che mi viene consegnato.
> Come se avesse la pelle
bianca, come se fosse un figlio nostro annegato
> durante una
vacanza".
>
> Giusi Nicolini
giovedì 21 febbraio 2013

TELEFONO 47531 1000 BRUXELLES
TELEX 622425 TELEFONO 00322 / 2178838
E-MAIL info@uil.it TELEFAX 00322 / 2199834
Data: 20 /02/2013 A tutte le Strutture UIL
Prot.: 627/13/GC/fb
Servizio: Politiche Territoriali e Migratorie LORO SEDI
Oggetto: Coordinamento Nazionale Immigrati
Circ. 223/13
Amici e compagni,
Con una circolare inoltrata ieri ai Ministeri competenti, a questure e prefetture ed alla stessa Protezione Civile, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione , espone alcuni chiarimenti sulla fase di chiusura della emergenza umanitaria Nord-Africa. E questo, a una settimana dalla scadenza della proroga delle misure di accoglienza per i profughi arrivati in Italia, a partire dal 2011 e per i quali non è stata trovata soluzione alternativa: si tratta di poco meno di 18 mila persone.
Tra le altre cose, il Viminale spiega nella circolare
che la Questura può rilasciare un "titolo di viaggio" a chi ha ottenuto un permesso per motivi umanitari e non può avere un passaporto dalle autorità del suo Paese, dopo aver verificato che non rappresenta un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Questo documento gli permetterà di spostarsi anche in altri Paesi europei dell’area Schengen, ma solo per tre mesi e senza la possibilità di lavorare legalmente. Riguardo all’accoglienza dei miniori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, il Ministero fa sapere che sono stati stanziati 2,5 milioni di euro per rimborsare, tramite le prefetture, gli enti locali. Potranno coprire solo le spese dell’accoglienza "dalla formalizzazione della domanda di asilo e sino all’inserimento nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati", ma intanto sono stati chiesti altri fondi al ministero dell’Economia.
Nella circolare si ribadisce che tra le "misure volte a favorire i percorsi di uscita" ci sono anche i programmi di rimpatrio volontario e assistito gestiti dall’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni. Se poi avanzeranno soldi tra quelli stanziati per questi ultimi due mesi di proroga, verranno utilizzati per assicurare ancora l’accoglienza della persone della categoria "vulnerabili", finché non verranno inserite nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
E’ ormai certo che la maggioranza dei profughi, tra pochi giorni, dovrà lasciare le strutture di accoglienza. Il ministero dell’interno ha previsto per ognuno di loro una "buonuscita" di 500 euro. Una somma modesta, che non placa affatto le ansie sul futuro di migliaia persone per le quali in questi anni non sono stati previsti percorsi di integrazione.
Alleghiamo copia della circolare del Viminale.
Fraterni saluti.

Il Segretario Confederale UIL (Guglielmo Loy)
FONTE MILITARE CAMERUNENSE - PARIGI, 21 FEB - I sette francesi, presi in ostaggio in Camerun, sono stati liberati, secondo quanto riferisce stamani una fonte militare del Camerun. Sono sani e salvi. 21-02-13 0950
lunedì 18 febbraio 2013
mercoledì 23 gennaio 2013
RAPIMENTI UFO NEL CUORE DELL'AFRICA NERAGli extraterrestri atterrano nello Zimbabwe
I rapimenti UFO non sono un'esclusiva del mondo occidentale. Cynthia Hind, ufologa del MUFON Zimbabwe è autrice di numerosi studi e di libri quali "UFOs African Encounters" e "UFOs over Africa". In essi studia l'impatto del fenomeno UFO verso popolazioni che della materia non sanno nulla.
Di Cynthia Hind; traduzione di Alfredo Lissoni
Ho condotto ricerche in Africa ed in Sudafrica in particolare, una terra ufologicamente vergine, ove i dischi volanti sono stati segnalati senza creare il folklore generato in America dai giornali. In Sudafrica non si parla quasi mai di UFO, non esistono pubblicazioni locali e i pochi libri in lingua inglese che arrivano dall'estero ben difficilmente trattano la materia. Personaggi come Budd Hopkins o Whitley Strieber (celebri esperti di rapimenti UFO) in Africa sono dei perfetti sconosciuti. E questo perché la popolazione di colore, che vive in condizioni di estrema miseria, ha ben altro a cui pensare. In più, in Africa solo i ricchi hanno la televisione, e l'ascolto è limitatissimo (nello Zimbabwe, ad esempio, a soli 8 milioni di persone). E la scelta dei programmi cade molto spesso sul Mavengwevengwe (musica locale) o sul Makadoka (situation comedies); di rado su Star Trek e Visitors. L'ascolto è limitato alle città e non alle aree rurali. Le radio, poi, trasmettono musica pop e vernacolare. I programmi in lingua inglese, inclusi quelli scientifici, vengono snobbati dalla popolazione nera, che preferisce i programmi nel proprio dialetto. Tutto ciò dimostra che una contaminazione libraria o da mass media circa gli UFO non è stata possibile. Naturalmente nelle religioni locali esistono molti spiriti; pure per l'africano, che spesso non è andato mai oltre il proprio campo o il proprio laghetto, il concetto di 'spazio esterno' è qualcosa di difficile comprensione. E la vita nello spazio? "Solo Dio può camminare sulla Luna", vi rispondono. É per questo che ritengo che lo studio del fenomeno UFO, in una terra così incontaminata, possa addurre nuove prove al fenomeno stesso.FACOLTÀ PARANORMALI
Come altrove, anche i rapiti africani, perlopiù donne di pelle bianca, sono imbarazzati nel raccontare le proprie esperienze, spesso non associate al fenomeno UFO, e vissute come sogni lucidi. Ho rintracciato il caso di Janet di Bulawayo, Zimbabwe, che, nel 1982, sognò di trovarsi in una stanza metallica piena di tavoli con strumenti medici. Janet non riusciva ad urlare, ma sentiva che le persone nella stanza le mettevano qualcosa sulla testa, una specie di berretto. Questi esseri erano persone normali, vestite però con una tuta di color bianco lucido o argentato. Quando si svegliò la mattina seguente, Janet notò un bozzo quanto una moneta da 5 cent sulla parte destra della sua testa. L'ho visto ma, francamente, poteva esser qualsiasi cosa. Tuttavia, l'importanza di questo caso sta nel fatto che Janet non sa nulla di persone con sonde nella testa e quando menzionai questa possibilità alla fine della nostra intervista lei non sembrava particolarmente interessata. Dopo il sogno alla donna successero molti fatti strani; ebbe particolarmente una strana avversione verso gli elettrodomestici (quando usava il phono o l'arricciacapelli l'elettricità le causava fastidio e la sua testa le doleva in corrispondenza del marchio). Durante le classiche tempeste tropicali, con fulmini, provava disturbi ogniqualvolta c'era un lampo. Nel 1984, mentre lavorava in un ufficio londinese, seduta alla scrivania, cominciò a muoversi come in trance; in quell'istante un tubo al neon le cadde sulla scrivania, evitandola per un pelo. Sembrava quasi che la trance fosse stata indotta da 'qualcuno', all'esterno, per salvarle la vita facendola spostare all'ultimo momento. In un'altra occasione, in sala da pranzo, un bulbo al neon cadde e si frantumò sul tavolo, mancandola di poco. Più recentemente, mentre era in cucina, le capitò un incidente simile, un altro neon cadde frantumandosi a pochi centimetri da lei. Janet confessò che, prima di ogni incidente, avvertiva una sensazione che la portava a spostarsi all'ultimo momento, salvandosi così da eventuali ferite. A parte molti sogni ricorrenti con viaggi astrali Janet ricordò solo un'esperienza psichica. Era nel giardino di casa quando vide due creature che descrisse come 'fate'. Erano piccolissime, forse di sei centimetri, vestite con una lunga gonna bianca e con ali di garza sottile. Questa testimonianza venne strappata alla donna solo con molta insistenza. Che, pure, si disse disponibile, in caso di richiesta, "ad andare con loro", con le fate. Un dato 'sociopsicologico': Janet ha avuto una vita sentimentale penosa e tuttora preferisce vivere da sola.SOGNI ANOMALI
Un secondo testimone è Jenny di Bulawayo, una donna tormentata per venti anni da un sogno ricorrente, in cui vede un uomo vestito di bianco intenzionato a portarla via. Sebbene Jenny sia sposata, l'uomo del sogno dichiara di volere vivere con lei. Jenny ricordava di esser stata trasportata sul mare, verso una costruzione ottagonale con larghe finestre. Volava sul pelo dell'acqua... All'interno dell'oggetto un gruppo di persone vestite di blu stavano monitorando la zona. Una bella donna, umanoide, andò verso Jenny e le spiegò che 'loro' stavano sorvegliando la nostra Terra. Un giovane, al quale lei si rivolse, stava sorvegliando gli effetti di un terremoto verificatosi in Turchia. Jenny era afflitta. Lei disse che "benché essi fossero molto gentili, c'era in atto una sorta di manipolazione, circa i nostri interessi; essi dissero che ci aiutavano con la sovrappopolazione del nostro pianeta". Il rapimento di M.B. di Masvingo, Zimbabwe, ha connotazioni alquanto vaghe. La donna parlò di esseri umanoidi dai grandi attributi fisici. In questa occasione escludo qualsiasi contaminazione da letture ufologiche o resoconti giornalistici rimarcando un aspetto interessante del racconto, l'improvviso comparire, durante la notte, di un oggetto tondo argenteo, ronzante, "come uno sciame d'api". L'oggetto apparve una seconda volta due anni dopo, allorché M.B. venne portata dentro l'astronave. La testimone disse di aver volato nell'astronave stando così vicino al suolo da poter vedere i sassi ed i solchi sul terreno. Ad un certo punto si vide in un corridoio pieno di porte e quando realizzò che 'essi' la stavano riportando sulla Terra, fu presa dal panico. Li implorò di tenerla con loro, chiunque essi fossero. Janet di Durban, Sudafrica, stava bevendo un caffè, una notte tardi, quando vide un uomo uscire dal suo guardaroba, guardaroba che sembrava mutarsi in un lungo tunnel senza fine. L'uomo le fece un cenno, ma lei si rifiutò di seguirlo, e si fissò al letto. Ma, come in un incubo, venne afferrata da una forza invisibile e trascinata dentro il tunnel. La mattina seguente Janet scoprì di non riuscire ad alzare le braccia, ammaccate, e non fu capace di pettinarsi i capelli. Ricordava di essere stata portata in una stanza con un tavolo (clinico?), impregnata da uno strano odore.COSTANTI NELLE ABDUCTIONS
Quella di Caroline di Chipinge, Zimbabwe, è la storia più interessante di tutte. La donna era a letto, sveglia, quando vide una palla di luce muoversi sul soffitto. Dopodiché la donna rimase paralizzata dalla luce emessa dall'oggetto e sentì che 'loro' volevano portarla via in un raggio di luce. In quel momento Caroline riuscì a vedere attraverso il soffitto della camera gli alberi ed il cielo stellato. Tentò di urlare ma nessun suono le uscì dalla gola. Quando l'oggetto se ne andò, la donna corse a chiamare la madre. In quel momento le luci se ne andarono. Queste abduzioni non possono esser confuse con i sogni, tanto la storia è chiara. Il teste è conscio di quello che gli è successo e benché in talune occasioni i testimoni abbiano ammesso che questo sia accaduto in sogno, perché era più chiaro degli altri? I rapimenti non si verificano ogni notte, o una volta al mese. Capitano in genere una volta nella vita, al massimo due. Solo nel caso di Jenny gli incontri sono successi più frequentemente. I testimoni non parlano prontamente delle loro esperienze, e dato che in genere non ne sanno nulla, queste storie vengono alla luce molti anni dopo. E quante centinaia di casi non sono mai stati rivelati? Ci sono delle costanti nelle abductions, anche se sempre con un largo margine. So, per esempio, che i rapimenti coinvolgono soprattutto le donne, buone osservatrici, salvo qualche caso. Esse erano giovani quando avvenne il fatto, anche se non nei termini della 'sindrome dei 7 anni' di Budd Hopkins (cioè rapimenti di bambine, N.d.A.). Ci sono altri fattori fondamentali, ma non applicabili ad ognuno, e con solo 5-6 casi non posso formulare sufficienti costanti. Così per ora aspetto e spero. Da quel che ne so, gli psicologi non hanno ancora dato una risposta completa...
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