SIRACUSA (ITALPRESS) - Sbarco di migranti sulle coste del siracusano, nei pressi di Portopalo di Capo Passero. Personale della Guardia costiera ha rintracciato 35 cittadini extracomunitari, giunti a bordo di un'imbarcazione in legno trovata in prossimita' della riva. I migranti hanno raccontato che sulla barca erano in tutto 106, tra di loro anche 50 donne. Ricerche sono in corso. (ITALPRESS). vbo/r 07-Nov-12 10:24 NNNN 07-11-12
mercoledì 7 novembre 2012
08.00-(Radiocor) (ECO) ***Usa: Obama confermato presidente, Romney sconfitto(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 07 nov - L'America ha scelto: Barack Obama restera' alla Casa Bianca per un secondo mandato. Quella che sembrava dovesse essere una lunghissima notte di passione, con un'interminabile corsa testa a testa contro l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, si e' risolta in realta' poco dopo le 23 (le 5 del mattino in Italia): Obama ha strappato l'Ohio, swing state e ago della bilancia dell'elezione, e con esso la vittoria. In realta', anche se le emittenti televisive americane avevano assegnato lo stato al presidente quando era stato conteggiato meno dell'80% dei voti, il distacco tra i due candidati era ridotto ad alcune migliaia di voti, motivo per cui Romney non ha subito concesso la vittoria all'avversario, ma a aspettato dopo che anche Virginia e Colorado sono stati assegnati al presidente. Alla fine il conto dei grandi elettori, i "punti" assegnati da ogni stato, non ha lasciato margine ai dubbi: quando mancava da assegnare solo la Florida, Obama era a quota 303, Romney si e' fermato a 203, troppo poco per sperare di impugnare il voto per un riconteggio. Obama e' il quinto presidente democratico nella storia degli Stati Uniti ad aver vinto un secondo mandato: prima di lui ci erano riusciti solo Andrew Jackson, Woodrow Wilson, Franklin D. Roosevelt e Bill Clinton. La partita, che nelle prime ore non ha riservato sorprese, si e' giocata tutta negli swing state ed e' proprio li' che Obama ha vinto: New Hampshire, Wisconsin, Nevada, Iowa, Virginia e Ohio sono andati al presidente, mentre in Florida si va ancora avanti a contare, ma a questo punto e' irrilevante. Per il presidente e' una vittoria importantissima: anche se la congiuntura economica non giocava a suo favore e il tasso di disoccupazione e' in calo, ma comunque molto alto (7,9% in ottobre), il Paese ha deciso di dargli fiducia. "C'e' ancora da fare, abbiamo bisogno di altri quattro anni per finire quello che abbiamo iniziato", aveva detto Obama durante tutta la sua campagna elettorale e il messaggio sembra essere arrivato agli americani. L'elettorato e' pero' spaccato: il voto popolare e' equamente diviso tra i due candidati, letteralmente divisi da una manciata di voti. "Trascorrero' il resto della mia presidenza facendo onore al sostegno che mi avete dato e facendo tutto quello che posso per finire quello che abbiamo iniziato", ha detto Obama in una mail ai sostenitori inviata subito dopo che le emittenti americane gli avevano dato la vittoria. Nota a margine della serata: Paul Ryan non restera' disoccupato. Anche se ha perso la corsa alla Casa Bianca come vicepresidente di Mitt Romney, e' riuscito comunque a mantenere il suo seggio come deputato del Wisconsin.
08.00-(Radiocor) (ECO) ***Usa: Obama confermato presidente, Romney sconfitto(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 07 nov - L'America ha scelto: Barack Obama restera' alla Casa Bianca per un secondo mandato. Quella che sembrava dovesse essere una lunghissima notte di passione, con un'interminabile corsa testa a testa contro l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, si e' risolta in realta' poco dopo le 23 (le 5 del mattino in Italia): Obama ha strappato l'Ohio, swing state e ago della bilancia dell'elezione, e con esso la vittoria. In realta', anche se le emittenti televisive americane avevano assegnato lo stato al presidente quando era stato conteggiato meno dell'80% dei voti, il distacco tra i due candidati era ridotto ad alcune migliaia di voti, motivo per cui Romney non ha subito concesso la vittoria all'avversario, ma a aspettato dopo che anche Virginia e Colorado sono stati assegnati al presidente. Alla fine il conto dei grandi elettori, i "punti" assegnati da ogni stato, non ha lasciato margine ai dubbi: quando mancava da assegnare solo la Florida, Obama era a quota 303, Romney si e' fermato a 203, troppo poco per sperare di impugnare il voto per un riconteggio. Obama e' il quinto presidente democratico nella storia degli Stati Uniti ad aver vinto un secondo mandato: prima di lui ci erano riusciti solo Andrew Jackson, Woodrow Wilson, Franklin D. Roosevelt e Bill Clinton. La partita, che nelle prime ore non ha riservato sorprese, si e' giocata tutta negli swing state ed e' proprio li' che Obama ha vinto: New Hampshire, Wisconsin, Nevada, Iowa, Virginia e Ohio sono andati al presidente, mentre in Florida si va ancora avanti a contare, ma a questo punto e' irrilevante. Per il presidente e' una vittoria importantissima: anche se la congiuntura economica non giocava a suo favore e il tasso di disoccupazione e' in calo, ma comunque molto alto (7,9% in ottobre), il Paese ha deciso di dargli fiducia. "C'e' ancora da fare, abbiamo bisogno di altri quattro anni per finire quello che abbiamo iniziato", aveva detto Obama durante tutta la sua campagna elettorale e il messaggio sembra essere arrivato agli americani. L'elettorato e' pero' spaccato: il voto popolare e' equamente diviso tra i due candidati, letteralmente divisi da una manciata di voti. "Trascorrero' il resto della mia presidenza facendo onore al sostegno che mi avete dato e facendo tutto quello che posso per finire quello che abbiamo iniziato", ha detto Obama in una mail ai sostenitori inviata subito dopo che le emittenti americane gli avevano dato la vittoria. Nota a margine della serata: Paul Ryan non restera' disoccupato. Anche se ha perso la corsa alla Casa Bianca come vicepresidente di Mitt Romney, e' riuscito comunque a mantenere il suo seggio come deputato del Wisconsin.
martedì 6 novembre 2012
viaggimiraggi.it
Quirimbas: un parco segreto il tesoro del Mozambico
L'Africa antica dove incontrare leoni, elefanti, tartarughe e il nipote di un cacciatore, che si batte per loro.
di Giuseppina Manin
testo e foto tratti da Tempi Liberi – Corriere della Sera
testo e foto tratti da Tempi Liberi – Corriere della Sera
Spiagge candide, acque turchesi, fondali mozzafiato, rocce di corallo, palmizi, baobab, foreste di mangrovie? Sono le Quirimbas, non a caso dette anche Isole Fortunate, paradiso da scoprire di un'Africa antica. Una trentina tra isole e isolotti, in gran parte disabitati, sparsi nell'oceano Indiano lungo la costa nord del Mozambico. Un arcipelago incontaminato, popolato di pesci coloratissimi, di delfini e balene, oltre che di 430 specie di uccelli, iscritto nel Parco nazionale che si estende per molti chilometri all'interno della costa. Habitat lussureggiante di alberi monumentali, di animali tra i più rari e magnifici, dai leoni agli elefanti, dalle antilopi ai giaguari. Un eden di 7500 km quadrati che ospita anche un ragguardevole numero di esseri umani, 120 mila, la cui vita dipende strettamente dalle risorse naturali che li circondano.
Il ruolo di Milano
Per questo dal 2002 è nato, con l'assistenza tecnica del WWF, il Parco. Per tutelare tante e tali bellezze dalla cupidigia di chi smaniava di metterci su le mani e sfruttarle come sfondo di un turismo di lusso. Per questo l'associazione Muindi, che dal 2006 opera nella provincia di Cabo Delgado e in particolare nella città di Pemba, ha messo a punto con il sostegno della municipalità di Milano, del Politecnico, dell'Università Cattolica e dell'Università dell'Insubria di Varese, una serie di progetti dedicati all'infanzia, all'agricoltura, ma anche alla salvaguardia dell'ambiente e della cultura locale. E naturalmente del Parco, risorsa futura per il lavoro e il benessere dei bambini di oggi. Da conservare e valorizzare secondo criteri rispettosi dell'equilibrio uomo-natura. Al «tesoro» delle Quirimbas è così dedicata la guida, la prima sul Parco, messa a punto dall'onlus Muindi (scaricabile dal sito www.musindionlus.org) che sarà presentata, insieme con una mostra fotografica su quei luoghi, il 1° ottobre alle 18 all'Acquario Civico di Milano da Viviano Domenici.
Occhio curioso e cuore aperto
Un baedeker prezioso per mille indicazioni, ma anche perché suggerisce la giusta filosofia con cui intraprendere tale viaggio. Che nulla ha a che vedere con la solita Africa da «vacanze di Natale», resort stellati, safari «precotti». Alle Quirimbas si va con altro spirito. In valigia, oltre a magliette leggere, sandali da trekking, occhiali da sole, creme protettive, bisogna metterci il gusto dell'avventura, la capacità di adattamento, il rispetto per questo straordinario santuario della natura. Da custodire e gestire da parte dei suoi abitanti promuovendo strutture turistiche eco compatibili, di gusto e di materiali locali, senza fronzoli ma confortevoli. Da visitare con occhio curioso e cuore aperto, magari programmando oltre alle escursioni naturalistiche, anche una visita alle scuole e agli asili sostenuti da Muindi. Un modo per incontrare la gente del posto, stabilire contatti reali, portare a casa emozioni e sorrisi.
In viaggio
I periodi migliori per visitare il Parco sono tra maggio e giugno, momento di massimo rigoglio della foresta, oppure tra novembre e dicembre, il più favorevole per osservare i grandi animali. Lungo e con più scali il volo prima di atterrare a Pemba, capitale del Cabo Delgado, punto di partenza per le Quirimbas. Una visita è consigliabile perché la città seduce con la sua atmosfera un po' pigra, il vecchio centro coloniale d'impronta portoghese, la lunga spiaggia orlata di palme. Sosta golosa, la Pastelaria Flor D'Avenida dove gustare dolcetti profumati di vaniglia e cannella. In bella posizione sulla baia il Pemba Beach Hotel offre camere ben arredate. A 10 chilometri in là c'è Wimbe Beach, tra le spiagge meglio attrezzate. Poco dopo Chiba Beach, sabbia bianca e acque turchesi e Murrebuè dove, tra una selva di mangrovie, si può soggiornare in uno dei bungalow de Il Pirata, gestito da un italiano.
Quirimbas
Si può arrivarci per terra, per mare o con un piccolo aereo. In ogni caso, meglio affidarsi a Kaskazini, esperto tour operator locale (www.kaskazini.com). Ibo e Quirimba le due isole principali e più facilmente raggiungibili. Il fascino di Ibo, ex fortificazione portoghese, si svela passeggiando tra i suoi antichi palazzi, in parte invasi dalla vegetazione, in parte restaurati come il Forte de San Joao Baptista con pianta a stella. Al suo interno una serie di botteghe di orafi esperti nell'arte della filigrana d'argento. Per far sosta, si può scegliere i bungalow spartani ma puliti del Tikidiri, gestito da locali o la casa riadattata con giardino di Miti Miwiri o il palazzo rinnovato di Cinco Portas. Più elegante l'Island Lodge, camere con vista sul mare. A zonzo con il dhow Da Ibo è facile affittare un dhow, caratteristica barca locale, il cui capitano vi condurrà a spasso tra isole. Come la vivace Quirimba con le sue piantagioni di cocco, le incantevoli Matemo e Medjumbe, dove si può dormire in chalet di legno e paglia. E Quisiva, celebre per le meravigliose formazioni rocciose, simili a funghi giganti galleggianti sulle acque. Sulle spiagge si possono fare incontri ravvicinati con tartarughe verdi, granchi fantasma e granchi violinisti. In mare vi sorprenderanno i colori dei pesci clown e dei pesci pappagallo. E con un po' di fortuna potreste assistere a un passaggio di balene.
Dentro il Parco
Dopo tanto mare, irrinunciabile una perlustrazione all'interno. Da Pemba, sotto la guida di un autista locale inoltratevi nella savana, tra giganteschi baobab, alberi di mogano e «inselbergs», le immense rocce di granito. Paesaggio impressionante con vasto campionario di scimmie e leoni, antilopi, aquile ballerine, gechi azzurri con la testa gialla. Meta finale il Taratibu Bush Camp, oasi naturalistica dalla forte impronta magica, regno di un misterioso quanto affascinante esploratore-guru tedesco. Si dice che siano stati gli spiriti a condurre lì Jakob von Landsberg, difensore degli animali, specie degli elefanti. Un impegno a «risarcire» le malefatte del nonno, cacciatore di quei maestosi pachidermi. Ma a dargli filo da torcere sono ancora i bracconieri, sempre avidi di zanne d'avorio. La sosta in uno dei bungalow di Taratibu vale anche per incontrare questo personaggio degno di un romanzo di Conrad. Esempio estremo di chi ama la natura come se stesso, con il continuo impegno a rispettarla e difenderla.
Il ruolo di Milano
Per questo dal 2002 è nato, con l'assistenza tecnica del WWF, il Parco. Per tutelare tante e tali bellezze dalla cupidigia di chi smaniava di metterci su le mani e sfruttarle come sfondo di un turismo di lusso. Per questo l'associazione Muindi, che dal 2006 opera nella provincia di Cabo Delgado e in particolare nella città di Pemba, ha messo a punto con il sostegno della municipalità di Milano, del Politecnico, dell'Università Cattolica e dell'Università dell'Insubria di Varese, una serie di progetti dedicati all'infanzia, all'agricoltura, ma anche alla salvaguardia dell'ambiente e della cultura locale. E naturalmente del Parco, risorsa futura per il lavoro e il benessere dei bambini di oggi. Da conservare e valorizzare secondo criteri rispettosi dell'equilibrio uomo-natura. Al «tesoro» delle Quirimbas è così dedicata la guida, la prima sul Parco, messa a punto dall'onlus Muindi (scaricabile dal sito www.musindionlus.org) che sarà presentata, insieme con una mostra fotografica su quei luoghi, il 1° ottobre alle 18 all'Acquario Civico di Milano da Viviano Domenici.
Occhio curioso e cuore aperto
Un baedeker prezioso per mille indicazioni, ma anche perché suggerisce la giusta filosofia con cui intraprendere tale viaggio. Che nulla ha a che vedere con la solita Africa da «vacanze di Natale», resort stellati, safari «precotti». Alle Quirimbas si va con altro spirito. In valigia, oltre a magliette leggere, sandali da trekking, occhiali da sole, creme protettive, bisogna metterci il gusto dell'avventura, la capacità di adattamento, il rispetto per questo straordinario santuario della natura. Da custodire e gestire da parte dei suoi abitanti promuovendo strutture turistiche eco compatibili, di gusto e di materiali locali, senza fronzoli ma confortevoli. Da visitare con occhio curioso e cuore aperto, magari programmando oltre alle escursioni naturalistiche, anche una visita alle scuole e agli asili sostenuti da Muindi. Un modo per incontrare la gente del posto, stabilire contatti reali, portare a casa emozioni e sorrisi.
In viaggio
I periodi migliori per visitare il Parco sono tra maggio e giugno, momento di massimo rigoglio della foresta, oppure tra novembre e dicembre, il più favorevole per osservare i grandi animali. Lungo e con più scali il volo prima di atterrare a Pemba, capitale del Cabo Delgado, punto di partenza per le Quirimbas. Una visita è consigliabile perché la città seduce con la sua atmosfera un po' pigra, il vecchio centro coloniale d'impronta portoghese, la lunga spiaggia orlata di palme. Sosta golosa, la Pastelaria Flor D'Avenida dove gustare dolcetti profumati di vaniglia e cannella. In bella posizione sulla baia il Pemba Beach Hotel offre camere ben arredate. A 10 chilometri in là c'è Wimbe Beach, tra le spiagge meglio attrezzate. Poco dopo Chiba Beach, sabbia bianca e acque turchesi e Murrebuè dove, tra una selva di mangrovie, si può soggiornare in uno dei bungalow de Il Pirata, gestito da un italiano.
Quirimbas
Si può arrivarci per terra, per mare o con un piccolo aereo. In ogni caso, meglio affidarsi a Kaskazini, esperto tour operator locale (www.kaskazini.com). Ibo e Quirimba le due isole principali e più facilmente raggiungibili. Il fascino di Ibo, ex fortificazione portoghese, si svela passeggiando tra i suoi antichi palazzi, in parte invasi dalla vegetazione, in parte restaurati come il Forte de San Joao Baptista con pianta a stella. Al suo interno una serie di botteghe di orafi esperti nell'arte della filigrana d'argento. Per far sosta, si può scegliere i bungalow spartani ma puliti del Tikidiri, gestito da locali o la casa riadattata con giardino di Miti Miwiri o il palazzo rinnovato di Cinco Portas. Più elegante l'Island Lodge, camere con vista sul mare. A zonzo con il dhow Da Ibo è facile affittare un dhow, caratteristica barca locale, il cui capitano vi condurrà a spasso tra isole. Come la vivace Quirimba con le sue piantagioni di cocco, le incantevoli Matemo e Medjumbe, dove si può dormire in chalet di legno e paglia. E Quisiva, celebre per le meravigliose formazioni rocciose, simili a funghi giganti galleggianti sulle acque. Sulle spiagge si possono fare incontri ravvicinati con tartarughe verdi, granchi fantasma e granchi violinisti. In mare vi sorprenderanno i colori dei pesci clown e dei pesci pappagallo. E con un po' di fortuna potreste assistere a un passaggio di balene.
Dentro il Parco
Dopo tanto mare, irrinunciabile una perlustrazione all'interno. Da Pemba, sotto la guida di un autista locale inoltratevi nella savana, tra giganteschi baobab, alberi di mogano e «inselbergs», le immense rocce di granito. Paesaggio impressionante con vasto campionario di scimmie e leoni, antilopi, aquile ballerine, gechi azzurri con la testa gialla. Meta finale il Taratibu Bush Camp, oasi naturalistica dalla forte impronta magica, regno di un misterioso quanto affascinante esploratore-guru tedesco. Si dice che siano stati gli spiriti a condurre lì Jakob von Landsberg, difensore degli animali, specie degli elefanti. Un impegno a «risarcire» le malefatte del nonno, cacciatore di quei maestosi pachidermi. Ma a dargli filo da torcere sono ancora i bracconieri, sempre avidi di zanne d'avorio. La sosta in uno dei bungalow di Taratibu vale anche per incontrare questo personaggio degno di un romanzo di Conrad. Esempio estremo di chi ama la natura come se stesso, con il continuo impegno a rispettarla e difenderla.
domenica 4 novembre 2012
lunedì 29 ottobre 2012
07.27-(Agi) NIGERIA: RICCARDI, ASSE CON MALI PERICOLOSISSIMO (2)
(AGI) - Roma, 29 ott. - E ha aggiunto: "Siamo intervenuti piu' volte sul governo nigeriano, io stesso ne ho parlato di recente ad Addis Abeba con il presidente il quale mi aveva detto che la situazione stava migliorando. Abbiamo fatto sentire la nostra voce e l'Unione europea l'ha fatta sentire". In merito a quello che la comunita' internazionale dovrebbe fare per fronteggiare la difficile situazione in Nigeria, il ministro ha osservato: "Noi e la comumita' internazionale dobbiamo essere attenti, non dimenticarci delle situazioni come quella nigeriana, non abituarci al loro dolore e alla loro sofferenza e intervenire con gli strumenti della comunita' europea. Ci sono tanti Paesi dove la minoranza cristiana soffre, penso al medioriente e all'Asia, noi cerchiamo di monitorare tutto e intervenire come e dove si puo'. L'importante e' non rassegnarci a questa violazione di diritti e a questo tanto sangue sparso in situazioni che spesso sono di estrema poverta'". (AGI) Red/Gav 290729 OTT 12 NNNN 29-10-12 0727
martedì 9 ottobre 2012
09/10/2012-19.11-(Adnkronos) SAHEL: TERZI, PRODI INVIATO ONU E' RICONOSCIMENTO SUA STATURA INTERNAZIONALE
Roma, 9 ott. (Adnkronos) - Il Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi ha manifestato ''vivissima soddisfazione'' per la nomina del Professor Romano Prodi quale Inviato Speciale delle Nazioni Unite per il Sahel, formulandogli ''i migliori auguri di buon lavoro'' e assicurandogli ''pieno sostegno alla sua nuova missione''. ''La decisione del Segretario Generale Ban Ki-Moon'', ha detto il Ministro Terzi, secondo quanto si legge in una nota della Farnesina, ''rappresenta il riconoscimento dell'elevatissima statura internazionale del Presidente Prodi e della sua profonda conoscenza della tematica del peacekeeping in Africa, maturata anche nella carica da lui gia' ricoperta di Presidente del Panel delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana per il Peacekeeping in Africa''. ''L'incarico conferito al Presidente Prodi conferma inoltre il ruolo di primo piano che l'Italia ha svolto e continua a svolgere nella regione sub-sahariana, ed in particolare nelle aree di crisi''. La nomina interviene a seguito dell'evento di alto livello sul Sahel, tenutosi in concomitanza con la 67» Assemblea Generale dell'ONU, nel corso del quale sono intervenuti circa 40 Stati Membri - per l'Italia il Presidente del Consiglio Monti, assistito dal Ministro Terzi - per esaminare e meglio coordinare gli interventi della comunita' internazionale nella situazione di crisi umanitaria, di sicurezza, alimentare e istituzionale in cui versano i paesi della fascia saheliana. (Ses/Ct/Adnkronos) 09-OTT-12 19:11 NNNN 09-10-12 1911
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