giovedì 12 luglio 2012

15.11-(Adnkronos) LIBIA: TERZI, REALISTICAMENTE OTTIMISTA SU EVOLUZIONE DEMOCRATICA
Farnborough, 12 lug. - (Adnkronos) - ''Continuo ad essere realisticamente ottimista sull'evoluzione democratica e stabilita' complessiva di Paesi che hanno conosciuto una trasformazione, una rivoluzione epocale nelle loro societa'''. A sottolinearlo e' stato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, interpellato sulla tornata elettale in Libia, nel corso della visita allo stand di Finmeccanica al salone aeronautico di Farnborough. E per il titolare della Farnesina, quello della Libia ''e' un esempio di come un Paese, di cui si parlava di possibile disaggregazione regionale di realta' tribali, abbia reagito come un popolo unito, con una partecipazione del 66%, un'alta partecipazione femminile al voto''. Un'evoluzione, quella che si registra in Libia, che, ha sottolineato ancora Terzi, ''fa anche giustizia, mi sembra per il momento, di quel timore ossessivo che veniva da alcune fonti su un grado di islamizzazione estrema, incontrollabile di questa societa'. Dove il percorso si e' gia' concluso, abbiamo di fronte a noi un Islam moderato, nel senso alto del termine. Mi riferisco alla Tunisia; abbiamo un processo ancora in corso in Egitto, ma anche li' la risposta elettorale e' molto positiva. L'elezione del Presidente Mohammed Morsi e' un fatto sicuramente notevole e per molti aspetti inatteso e anche per il modo in cui e' stata riconosciuta dalla commissione elettorale centrale l'elezione di Morsi''. Tornando alla Libia, ''vedremo tra qualche giorno, mi sembra che la gestione elettorale sia stata convincente, con incidenti limitati, e le prospettive favorevoli sono esistenti in concreto'', ha concluso Terzi. (Mcc/Zn/Adnkronos) 12-LUG-12 15:11 NNNN 12-07-12 1511
Sulle stragi di cristiani in Nigeria
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, torno dolorosamente su fatti che sono noti a tutti noi. Purtroppo appena la stampa non ne parla più, è come se non esistessero più, ma ogni domenica, rigorosamente, durante i riti della santa messa, in Nigeria vengono fatte stragi di cristiani.
Questa mattina, nella bellissima chiesa di San Gregorio Nazianzeno presso la Camera dei deputati, ha celebrato la messa il presidente della Conferenza episcopale nigeriana, monsignor Kaigama, il quale ha ringraziato molto gli italiani e i parlamentari che seguono i fatti del suo Paese.
La messa e la preghiera sono certo importanti per i credenti, ma noi qui facciamo politica e cerchiamo di interpretare i valori più alti di Carte che sono patrimonio di tutti, Carte sui diritti inviolabili della persona, tra i quali il diritto, fondamentale, alla libertà religiosa. Su questo punto il Senato si è molto impegnato.
Il Ministro degli esteri venga a dirci qualcosa. Ci sono sedi internazionali in cui l'Italia conta. Cosa stiamo facendo? Cosa stiamo dicendo? Cosa stiamo chiedendo? (Applausi della senatrice Spadoni Urbani).
PRESIDENTE. Senatrice Garavaglia, sono d'accordo con lei. Tra l'altro, il Senato aveva approvato all'unanimità una mozione sulla libertà religiosa e sul significato che ha nel mondo. Le violenze attuali preoccupano tutti.
La Presidenza trasmetterà questo invito al Ministro degli affari esteri, anche se è qui presente il sottosegretario Malaschini. Sarebbe opportuno che il Ministero degli affari esteri, con il Ministro o con un Sottosegretario, venisse a fare il punto della situazione, eventualmente anche nella competente Commissione.
MARAVENTANO (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sinceramente mi preoccuperei se la proroga della gestione commissariale non venisse fatta, così come richiesto dall'emendamento 3.10, perché sappiamo benissimo quello che soprattutto Lampedusa ha vissuto negli ultimi anni. In questo caso, non si tratta di stabilire una proroga solo per un commissario, ma occorre capire come si intende continuare a gestire questa emergenza, considerata la situazione degli ultimi mesi. La Lega Nord ed anche il Popolo della Libertà in questi anni hanno fatto una politica seria rispetto al fenomeno dell'immigrazione clandestina, ma oggi io sono molto preoccupata.
Ricordo che la settimana scorsa a Lampedusa sono sbarcati 60 tunisini, ma non sono stati rimpatriati. Abbiamo una norma chiara che stabilisce il rimpatrio, per quanto riguarda l'immigrazione dei tunisini. Pertanto, mi rivolgo soprattutto ai colleghi del PdL, avendo adottato il Governo Berlusconi una norma ben specifica per contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina.
Devo ammettere che sono molto preoccupata. Ricordo che nella giornata di ieri sono morte 54 persone durante il cosiddetto viaggio della speranza. Ciò porta a ritenere che i pattugliamenti e gli accordi fatti dal ministro Maroni non stiano funzionando. Mi chiedo allora che cosa stia facendo il ministro Riccardi e il suo nuovo Ministero, che in ogni caso comporta al Paese dei costi. Non sta facendo il proprio lavoro, dal momento che non sa se gli accordi stanno o meno funzionando. Ripeto che sono davvero preoccupata. I problemi devono essere affrontati non solo da Lampedusa ma dall'intero Paese, e in questo momento esso non se lo può assolutamente permettere.
Chiedo pertanto al Governo di valutare attentamente l'emendamento 3.10, e mi rivolgo in particolare ai colleghi del PdL, non potendo confidare nei colleghi del PD, avendo essi in questi anni portato avanti una politica a favore del fenomeno dell'immigrazione. Mi creano una certa preoccupazione le ultime dichiarazioni rese dal ministro Riccardi secondo cui si può dare la possibilità ai trafficanti di operare. Il nostro Paese non se lo può permettere, nell'attuale momento.
Chiedo al Governo di non abbandonare l'isola di Lampedusa e di darmi una risposta su come intende in futuro affrontare l'emergenza umanitaria, nel caso di mancata approvazione dell'emendamento da noi presentato. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
seduta dell'11 luglio 2012 animeridiana
Enzo Tortora - Da Testaccio al Kenya. Tra miti, fiabe tamburi
venerdì 13 luglio dalle 19.30 alle 22
La serata è organizzata a sostegno della Campagna Biblioteche Solidali con l’obiettivo di presentare il progetto in corso nel paese africano a cura dell’Associazione Modavi Onlus per l’apertura di una biblioteca pubblica segue...
Enzo Tortora - Da Testaccio al Kenya. Tra miti, fiabe tamburi
venerdì 13 luglio dalle 19.30 alle 22
La serata è organizzata a sostegno della Campagna Biblioteche Solidali con l’obiettivo di presentare il progetto in corso nel paese africano a cura dell’Associazione Modavi Onlus per l’apertura di una biblioteca pubblica segue...

martedì 10 luglio 2012

(ANSA) - MAZARA DEL VALLO (TRAPANI), 10 LUG - ''Vogliamo lavorare sul Mediterraneo non solo con interventi emergenziali, ma con una politica complessiva di sicurezza. Le recenti elezioni in Libia ci fanno ben sperare in un governo stabile con cui parlare. Lavoriamo con la Tunisia, con il Marocco e io mi sono recato in Niger''. Lo ha detto il ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che ha incontrato al suo arrivo a Mazara del Vallo (Trapani) il vescovo Domenico Mogavero, il prefetto di Trapani Marilisa Magno, il vicesindaco mazarese Pietro Ingargiola e le autorita' militari locali. Dopo una visita alla Casa della Comunita' speranza delle suore francescane missionarie di Maria, che fanno corsi per bambini stranieri, e alla casbah della citta', il ministro e' andato al porto nuovo per incontrare una rappresentanza degli equipaggi dei tre pescherecci mazaresi sequestrati dalle milizie libiche a Bengasi con l'accusa di aver operato in acque territoriali libiche e rilasciati la scorsa settimana. Riccardi e' salito a bordo di uno dei motopesca e da li' ha lanciato in acqua una corona di alloro in ricordo delle vittime del mare, mentre le barche suonavano le loro sirene. (ANSA). Y7P-SR 10-LUG-12 19:30 NNNN 10-07-12 1930

lunedì 9 luglio 2012

11.40-(Ansa) NIGERIA: VESCOVO JOS,PROBLEMA E' SCONTRO AGRICOLTORI-PASTORI
CONFLITTO E' ECONOMICO E ETNICO, PRIMA CHE POLITICO E RELIGIOSO (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 9 LUG - ''Il massacro e' originato dallo scontro tra agricoltori e pastori. E' un vecchio problema che non e' stato ancora risolto''. E' quanto afferma all'agenzia vaticana Fides mons. Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, che si trova a Roma dove ha ritirato il premio ''Archivio Disarmo'', commentando la serie di attacchi contro villaggi cristiani nello Stato di Plateau, di cui Jos e' la capitale. Gli attacchi hanno provocato almeno 63 morti. In un ulteriore assalto durante i funerali delle vittime, ieri, sono stati uccisi un senatore e un deputato locale. ''A mio avviso il problema e' economico'' dice l'arcivescovo. ''I pastori Fulani si sentono vittime di un'ingiustizia perche' il loro bestiame e' ucciso o rubato e non vengono risarciti delle perdite subite. Penso che la rabbia originata da questa situazione li spinga ad attaccare in questo modo terribile''. Mons. Kaigama non nega che esista pure una dimensione etnica dello scontro: ''Il problema e' tra i Fulani e i Birom. Questi due gruppi etnici hanno dispute che durano da molto tempo. Tutti gli attacchi nei villaggi dell'area sono stati sempre concentrati su questi due gruppi. Non ci sono stati attacchi che hanno coinvolto altre tribu'''. Sull'eventuale aspetto religioso dello scontro, l'arcivescovo risponde: ''I Fulani sono in maggioranza musulmani, mentre i Birom sono in gran parte cristiani. Per questo e' facile dare la lettura 'musulmani attaccano cristiani' oppure 'cristiani attaccano musulmani', ma il problema e' essenzialmente economico ed etnico''. Mons. Kaigama si tiene in costante contatto con Jos: ''Ho parlato con il governatore dello Stato di Plateau che era veramente rattristato e sconvolto per le morti e il livello di distruzione causato dagli attacchi. Egli e' convinto che gli autori dei massacri non siano originari del posto ma vengano da fuori. Secondo il governatore, i Fulani dispongono di un network che va oltre la Nigeria ed e' esteso ai Paesi vicini, inoltre gli aggressori sono dei mercenari provenienti da altrove, non sono Fulani residenti nello Stato. Diversi di loro poi indossavano uniformi militari. Non sappiamo quindi se fossero persone travestite da militari oppure se gli assalitori siano stati aiutati da veri soldati''. ''Alla luce di queste rivelazioni - conclude - non si possono escludere fattori politici, ma a mio avviso il problema principale rimane quello economico per spiegare queste violenze''. (ANSA). GR 09-LUG-12 11:40 NNNN 09-07-12 1140
11.28-(Agi) NIGERIA: PIU' DI 100 LE VITTIME DELLE VIOLENZE CONTRO I CRISTIANI
(AGI/AFP) - Lagos, 9 lug. - Sono piu' di 100 le vittime delle violenze contro i cristiani avvenute nel week end nello stato nigeriano di Plateau. Tra i morti ci sono anche due deputati dello stato. Lo ha riferito il portavoce del governatore. Almeno 80 persone sono morte per gli attacchi dei pastori della tribu' musulmana dei Fulani in alcuni villaggi sabato. Altre 22 persone sono state massacrate domenica in un raid di uomini armati durante il funerale delle vittime del giorno prima. (AGI) Zec 091128 LUG 12 NNNN 09-07-12 1128 11.57-(Agi) NIGERIA: PIU' DI 100 LE VITTIME DELLE VIOLENZE CONTRO I CRISTIANI (2)
(AGI/EFE) - Lagos, 9 lug. - Una cinquantina di cadaveri, in maggioranza di donne e bambini, sono stati trovati nella chiesa di Cristo di Nigeria. Le vittime si erano rifugiate nel luogo sacro per sfuggire ai raid effettuati "casa per casa da circa 100 uomini armati con fucili d'assalto e vestiti con tute mimetiche e giubbotti antiproiettili", si legge in un comunicato delle forze speciali, impegnate per ore in uno scontro a fuoco con gli aggressori. Nel conflitto a fuoco sono morte due guardie e 21 uomini armati. Numerose le localita' interessate dai raid: Berom, Kakuruk, Kuzen, Ngyo, Kogoduk, Ruk, Dogo, Kufang, Kpapkpiduk e Kai. I politici uccisi sono il senatore del Plateau Norte e un deputato del Parlamento statale di Plateau, Gyang Filani. (AGI) Zec 091157 LUG 12 NNNN 09-07-12 1157

mercoledì 4 luglio 2012

09.53-(Ansa) KENYA:SHABAAB RIVENDICANO RESPONSABILIT ATTENTATI IN CHIESE
UCCISI COLORO CHE NON PROFESSANO LA FEDE IN ALLAH (ANSA) - NAIROBI, 4 LUG - I miliziani somali di al Shabaab hanno rivendicato la responsabilita' del duplice attentato a due chiese del Kenya che domenica scorsa ha provocato la morte di 17 fedeli e il ferimento di oltre 50 persone. Sheik Hassan Takar, membro del gruppo legato ad al Qaida in un proclama ai media locali ha confermato che le milizie somale hanno ucciso persone che non professano la fede in Allah. "I mujahedin hanno punito con le loro mani coloro che credono o professano altri dei che non siano Allah"! ha detto Takar. YGG-RF 04-LUG-12 09:53 NNNN 04-07-12 0953